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Pretty Maids - "Red, Hot and Heavy" (Epic Records /1984)

Line up:

Ronnie Atkins: vocals
Ken Hammer: guitars
Pete Collins: guitars
John Darrow: bass
Alan Owen: keyboards
Phil Moorheed: drums
 

voto:

9
 

recensione

Band straordinaria i Pretty Maids, validi alfieri dell’essenza heavy metal, magnificata su una classe strumentale con pochi pari, in cui raffinatezza, melodia, potenza e fantasia si uniscono in un tutt’uno che rappresenta al meglio le sonorità che hanno reso grande e glorioso l’hard’n’heavy.
“Red, Hot and Heavy” del 1984 è il secondo album dei geniali danesi, ed è, assieme al suo successore “Future World”, la migliore vetrina per la disarmante caratura creativa della band. Sono i Carmina Burana a darci il benvenuto per i primi 26 secondi: un’introduzione magniloquente che raggiunge il suo apice proprio nell’esplosione del riff di “Back To Back”, velocissimo pezzo costruito su muri di chitarre dalla classe infinita, originali linee vocali che s’intrecciano efficacemente sui cambi di tempo delle asce, dispensatrici di meravigliose eiezioni solistiche che lasciano l’ascoltatore spiazzato da tanta grazia strumentale e inventiva compositiva.
La title track è una song titanica, puntellata da riff poderosi e da una prova vocale di Ronnie Atkins entusiasmante: il continuo abbracciarsi di voci e chitarre trova la massima espressione prima dello splendido assolo, in cui i chitarristi non vogliono certo farci dimenticare quanto sia elevata la loro caratura. Stupenda e suadente l’introduzione vocale di “Waitin’ For The Time”, con Atkins in foia di melodia, e la canzone si apre in un percorso che non ha notizia di imperfezioni, splendida in ogni suo affranto, dalle chitarre limpide e fantastiche, dall’assolo gustoso e dal chorus di suprema bellezza. Un riff violentissimo inaugura “Cold Killer”, ed è ancora stato di grazia dell’Heavy Metal più puro, che continua con la terremotante “Battle of Pride”, dal crescendo nervoso che spezza il fiato e le chitarre che volano divine, e “Night Danger”, dalla ritmica terroristica ad opera di Phil Moorheed, chitarre penetranti come lame criminali ed una prova vocale irrequieta. Non paghi, i Pretty Maids continuano a cesellare capolavori con “A Place In The Night”, fulgida sublimazione dell’idea più compiuta di Heavy Metal, con uno dei ritornelli più belli della storia del genere tutto; e la trionfante “Queen of Dreams”, inestimabile perla in cui ogni elemento gareggia a regalare l’emozione più grande. Chiude la cover di “Little Darling” dei Thin Lizzy. Siamo davanti ad una delle più alte espressioni dell’Heavy Metal mai composte, un disco dagli sconfinati incanti per una band immensa.

Recensione di Marco Priulla

tracklist

  1. Fortuna
  2. Back To Back
  3. Red, Hot And Heavy
  4. Waiting For The Time
  5. Cold Killer
  6. Battle Of Pride
  7. Night Danger
  8. A Place In The Night
  9. Queen Of Dreams
  10. Little Darling

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