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Arch Enemy + Zyklon + Stampin Ground - 2/22/2004 - Motion - Zingonia (Bg)

Ci risiamo…un altro concerto al bagnato,un bel tempo da lupi in sottofondo. Suppongo che sia dovuto alla stagione, e al periodo non particolarmente felice. Al mio arrivo davanti al locale vedo pochissimi coraggiosi che aspettano pazientemente l’ora dell’apertura, e devo ammettere che io , invece,non mi sentivo altrettanto motivata. Finalmente si aprono i cancelli, e nel frattempo il numero di presenti aumenta. Arriva il momento di ammirare l’interno del Motion: un locale piccolo, ma ben strutturato e nel complesso carino, non fosse per l’audio, che sin dall’entrata si rivela inopportuno a causa del volume troppo alto, cosa che ha creato non pochi problemi sia ai timpani degli sventurati che alla complessiva resa del concerto.
Ad aprire sono gli Stampin’ Ground, gruppo inglese nato nel 1995 e da poco sotto la Century Media, e che propone una delle tante varianti di quello che non è errato definire nu-metal; buona la presenza scenica del cantante, che salta come un grillo dall’inizio alla fine dell’esecuzione e si impegna come può ad invitare un pubblico ancora timido (e, aggiungerei, stordito dall’impatto sonoro causato dall’audio troppo alto) ad avvicinarsi al palco. Nel complesso, nulla di partircolarmente esaltante, il quintetto rimane ancorato ai canoni del genere e non propone niente di nuovo.
Arriva così il turno dei Zyklon ,formatisi per volontà dell’ex chitarrista degli Emperor, Samoth, e stavolta si parla di death. L’inizio non è dei più esaltanti, la voce a tratti non si sente (ma suppongo sia colpa del solito audio.) e la reazione è ancora “freddina”, anche se si nota un maggiore coinvolgimento rispetto al gruppo precedente. Gli Zyklon offrono una performance discreta, che alterna motivi già sentiti a riff originali e graffianti, grazie all’ottimo lavoro di chitarra e batteria; le potenzialità ci sono ma si può fare di meglio, specialmente considerato che la line-up vanta nomi di tutto rispetto.
Ed eccoci alla trepidante attesa per il gruppo headliner, la tensione sale (e anche la secrezione ormonale di alcuni presenti) e sotto il palco inizia a radunarsi una vera piccola folla. Pochi, veloci preparativi e gli Arch Enemy fanno la loro comparsa sotto i riflettori per la gioia del pubblico.
L’inizio è dei migliori, si parte con Tear Down The Walls e subito l’atmosfera si scalda. Una splendida parte strumentale, e poi l’impatto con la voce di Angela Gossow; attorno a me, sguardi allibiti (“ma è veramente una donna”), e io stessa devo ammettere che ho faticato a costruire l’ideal-tipo di “donna-che-canta-death-come-un-uomo”, dove quel “come” non vuole essere limitativo. E’ difficile per un gruppo che nasce per volontà nientemeno che dell’ex chitarrista di un gruppo come i Carcass e si fa conoscere con una voce (maschile) trovare un degno sostituto, ma osservando la presenza scenica, la gestualità e la voce della nostra eroina non posso che dire che è stata proprio un’ottima scelta! Angela infatti è un tutt’uno col gruppo, la sua voce si fonde e si adatta benissimo al sound del resto della band, potente e molto accattivante. Il pubblico canta all’unisono le canzoni che si susseguono a un ritmo devo dire serrato, e a ben guardare scorgo anche un accenno di pogo . Seguono (più o meno nell’ordine) Silent Wars, Burning Angel, Instinct, The Immortal, Ravenous, We Will Rise, Bridge Of Destiny, Dead Eyes See No Future, Dead Bury Their Dead, Ravenous, eThe First Deadly Sin; l’attenzione è tutta per gli Arch Enemy, non ci sono cali né distrazioni, ormai si entra nel vivo. Silenzio di tomba durante il duetto Amott-Erlandsson, e poi ancora un inferno sonoro fino alle conclusive Snow Bound e Enemy Within .
Insomma, se non fosse stato per il sonoro pietoso, avrebbe potuto essere un live perfetto, anche se, a giudicare dalla soddisfazione che traspariva dalle facce dei presenti, in fondo credo proprio che sia stato così!!!


P.S. Un ringraziamento a Tormentor (Hardsounds) per la scaletta.
 

per vedere le foto del concerto clicca qui



Report a cura di Tiziana Ferro

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