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Dissection + Behemoth - 12/30/2005 - The Shrine - Stockholm

Eccoci, a fine anno, nella fredda Stoccolma, ad assistere ad un concerto estremo d’eccezione, di fronte a noi ci troveremo l’accoppiata Behemoth – Dissection.
Trovato, abbastanza faticosamente il locale, ci apprestiamo ad entrare e sull’ingresso ad accoglierci troviamo un sorridente Jon Nödtveidt, il padre dei Dissection.
Una volta all’interno ci troviamo di fronte ad un locale disposto in un modo molto strano per accogliere un concerto, una sala semicircolare più una zona bar rialzata da cui si poteva assistere al concerto comodamente seduti…ma seduti si può stare ad ascoltare musica classica…non certo black metal…
L’attesa è lunga e l’adrenalina comincia a salire…
Ecco comparire sul palco Nergal e soci con un vistoso corpsepainting che cominciano subito con due pezzi Sculpting The Throne ov Seth e Demigod tratti dall’omonimo ultimo album.
Poi i brani dell’ultima fatica dei polacchi vengono alternati a pezzi storici tratti da Thelema 6 e dal primo album Sventevith (Storming Near The Baltic).
Nonostante il pogo è il grande assente e lo sarà anche durante l’esibizione dei padroni di casa, il pubblico svedese apprezza e dall’alto è spettacolare osservare un headbanging generale, a ritmo scandito dalle quattro teste roteanti dei Behemoth.
L’esibizione scorre via veloce, pulita, potente e dopo 12 brani quasi tutti dell’era post-Satanica, una breve pausa, meritata soprattutto per Inferno autore di una prestazione immensa, per permettere a Nergal di rientrare sul palco mascherato e con un lungo abito nero.
I Behemoth ci regalano ancora un paio di brani e chiudono la grande prestazione (sottolineata dagli ottimi suoni) che dimostra maturità e anche l’ormai perfetto inserimento del secondo chitarrista Set, con Pure Evil & Hate tratto dal primo Ep “And the Forests Dream Eternally” del lontano 1993.
Nella pausa la zona adiacente il palco si svuota e ne approfittiamo per guadagnare un posto in prima fila perché ora tocca a loro..i Dissection…con uno show basato solo sulle storiche canzoni, prima dell’omicidio commesso da Jon. Inganniamo l’estenuante attesa spiando sotto il tendone (scoprendo il nuovo bassista Erik Danielsson dei Watain) e scambiando qualche parola con Jon che ci mostra la storica Flying V bianca.
Il sipario si apre e scopriamo le due croci rovesciate simbolo dei Dissection ai lati del palco e una serie di grosse candele nere poste davanti alla batteria.
Uno dopo l’altro i quattro prendono il loro posto e a seguire il tipico Intro si parte subito con Frozen, seguita da 5 pezzi tratti da Storm Of The Light’s Bane/Where Dead Angel Lie.
Poi una prima pausa, dopo la quale il caricatissimo Jon rientra con la mitica Flying V bianca tra l’ovazione del pubblico.
Ora quattro pezzi tiratissimi tratti dal primo album The Somberlain tranne Shadows Over A Lost Kingdom tratta dal demo Into Infinite Obscurity.
Poi una nuova uscita di scena per riprendere fiato..sia loro..ma anche noi…con Jon che prima di uscire ci offre una Red Bull!
Il pubblico richiede a gran voce Night’s Blood e la band rietra accontentandolo subito..
Poi la cover dei Tormentor Elizabeth Bathory ormai cavallo di battaglia dei Dissection e a chiudere Thorns Of Crimson Death.
La scaletta in mio possesso (spiata prima del concerto al mixer) comprende altri 3 pezzi extra ma il freddo pubblico svedese non richiama a gran voce (come sarebbe successo qui da noi dopo uno spettacolo del genere) la band che evita di tornare sul palco di fronte ad un pubblico che è già andato bersi una birra per riprendersi.
In conclusione ottima prestazione con Erik, il nuovo bassista, ben inserito nella band, Tomas dietro alle pelli che è una macchina da guerra, Set preciso e incisivo, ma forse un po’ distaccato dal resto della band, e Jon un leader eccezionale, che neanche il tempo di appoggiare la chitarra che è già tra il pubblico a ringraziare e ricevere i meritati complimenti. Speriamo che Reinkaos, il nuovo album che uscirà in primavera non ci deluda…
Qualche autografo e Jon ci saluta con un “see you in Italy” ….
Ce ne stiamo andando ma le sorprese non sono finite, infatti Messiah Marcolin, singer dei Candlemass, sentendoci parlare italiano ci ferma e facciamo quattro chiacchiere e anche lui come noi ha apprezzato molto la serata offertaci da Behemoth e Dissection!
Anche lui ci saluta, come Jon, dicendoci “ci vediamo in Italia”…
Noi invece in Italia dobbiamo tornaci il giorno dopo…

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Report a cura di Dimitri Borellini

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