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Satyricon + Keep of Kalessin + Insomnium - 10/3/2006 - Alcatraz - Milano

Finalmente è arrivato ottobre. Dopo una lunga estate europea ricca di festival, è giunto l’autunno che come ogni anno porta con sé una lunga serie di live.
Questa sera si alterneranno sul palco band provenienti dal profondo nord, che si sciolgono sempre dall’emozione di fronte al calorosissimo pubblico di casa nostra.
Ad aprire la serata tocca ai deathster finlandesi Insomnium. Una band, leggermente fuori contesto, ma che ha saputo dire la sua accendendo i fan di Satyr e compagni. Il death melodico suonato da questi quattro ragazzi nordici, che hanno pescato maggiormente dalla fresca release “Above the Weeping World”, è risultato interessante e neppure troppo scontato. Nota di merito al singer Sevänen e al suo growl naturalissimo.
Grande attesa c’era per vedere all’opera i norvegesi Keep Of Kalessin, la band di Obsidian C., attuale session man dei Satyricon (infatti lo vedremo due volte sul palco). Dalla sua mente è nato “Armada”, osannato dalla critica ed etichettato come una delle migliori uscite black dell’anno. E guarda cosa la band non sbaglia neanche davanti al pubblico dell’Alcatraz sfoderando una prova maiuscola, resa ancor più galvanizzante dai suoni potenti e puliti, che hanno caratterizzato non solo la prova dei Keep Of Kalessin, ma tutta la serata. La setlist è stata ovviamente incentrata sul già citato “Armada” senza però dimenticare i lavori del passato, riproponendo la bellissima “Come damnation”. Unica nota negativa è stata la durata l'esibizione, piuttosto limitata, ma ciò è pienamente giustificato dal fatto che Obsidian C. sarebbe dovuto tornare davanti al pubblico meneghino di lì a poco con altri compagni.
Dopo una lunga attesa nel buio e nel fumo, con un alone di mistero, compaiono davanti a noi i Satyricon. Da loro ci si aspetta sempre il massimo essendo a pieno titolo una delle black metal band che hanno scritto la storia del genere, con capolavori che tutti conoscono come "Nemesis Divina". Già pochi mesi orsono al Gods of Metal, si era potuta osservare una buona prestazione, limitata nei tempi e nell'atmosfera, quindi era lecito aspettarsi il massimo dalla nuova calata italica dei freddi norvegesi. E dall'alto della loro esperienza il copione viene rispettato.
A sorpresa si parte con la mitica "Walk the Path of Sorrow", song d'apertura del primo album "Dark Medieval Times". A seguire l'intera discografia è ripercorsa: con i brani del recente "Now, Diabolical", che dal vivo hanno un appeal nettamente superiore che su disco, alternati a pezzi più datati come "Dominions of Satyricon", "Forhekset", "Du Som Hater Gud" e "Woods of Eternity" senza però dimenticare i due album precedenti l'ultimo ("Volcano" e "Rebel Extravaganza") da cui sono estratte, "Repined Bastard Nation","Fuel for Hatred" e "Filthgrinder".
Dopo una pausa rifocillante la chiusura dell'eccellente show è affidata alla mitica, rabbrividente "Mother North", su cui Frost e Satyr danno il meglio di sè: il primo pestando le pelli della sua maestosa batteria dopo un’ora e mezza di concerto come se fosse alla prima canzone; il secondo mostrando tutto il suo carisma e l'apprezzamento verso il pubblico italiano, incitandolo e applaudendolo a più riprese. Significativa anche la prova di tutti i session man della band a partire dall'indiavolata tastierista Jonna.
Infine, tra lo stupore del pubblico, avviene quello che non ti aspetti: l'intera band scende dal palco e va a ringraziare personalmente i fan accalcati nelle prime file.
Giù il cappello davanti a cotanta bravura e umiltà.

Foto: Satyricon - Keep of Kalessin - Insomnium

Report a cura di Dimitri Borellini

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