Cominciano a suonare i Poisonblack dal momento che arrivo tardi e perdo l’apertura del concerto affidata ai Node.
La band dell’ex singer dei Sentenced, Ville Laihiala, sale sul palco decisa ma anche limitata dalla strumentazione non all’altezza per un concerto del genere, la batteria molto povera con una sola grancassa ha sicuramente influito sulla grinta dei pezzi ma soprattutto la mancanza di radio-jack per chitarre e basso ha costretto la band ad un concerto abbastanza statico. Lo show vede comunque una buona alternanza tra pezzi del nuovo album, Lust Stained Despair, e del primo: “Escapexstacy”.
Veramente ben riuscite sono “Illusion / Delusion” e “The Darkest Lie”, ma anche “Love Infernal”, con un perfetto gioco di luci rosse fuoco, riesce regalare emozioni che difficilmente i fans riusciranno a dimenticare.
I finlandesi chiuderanno con un altro pezzo forte: Soul In Flames, di sicuro il pezzo più incisivo di tutto il loro concerto.
Mi ricordo ancora l’ultima (e prima) volta che vidi i Lacuna Coil, si erano esibiti per 8'000 lire in un piccolo locale di Zingonia in provincia di Bergamo, Cristina portava ancora dei semplici jeans e in pochi avrebbero pensato di vedere quei ragazzi alla ribalta internazionale.
I Lacuna Coil fanno il loro ingresso sul palco con “You Create”, tutti i componenti sono vestiti di nero, immobili e mascherati come il ritratto del volto sul loro nuovo disco “Karmacode”. Gli unici che spiccano sono Cristina e Andrea che con camicette bianche e cravatte nere ricordano lontanamente le Tatoo. Per quanto questo paragone sia piacevole con la piccola Cristina, la vista del grosso Andrea vestito così fa venire non pochi brividi (anche perché i suoi pantaloni ‘bragaloni’ sembravano, a prima vista, davvero una gonna).
Il concerto sarà tutto incentrato sulla promozione del loro nuovo album, da Karmacode vengono, infatti, suonate anche “What I See”, “Fragile” e “In Visible Light” e solo “Swamped”, l’opener di Comalies, è il pezzo che richiama altri album dei sei milanesi.
Giusto il tempo di accorgersi che Cristina porta il lutto sul braccio destro, e arriva l’annuncio: la serata cade nell’anniversario della morte di un loro amico, Gabriele, il concerto viene perciò dedicato alla sua memoria.
Lo sohw riprende adesso con un pezzo che ha davvero visto la nascita del gruppo: “ 1.19” da Unleashed Memories per poi riprendere con altri brani di Karmacode, “Closer”, “Devoted” e “To The Edge”.
Il pubblico ci ha messo un po’ a scaldarsi, anche forse per la presenza in scaletta di troppi brani nuovi, ma ora segue la band davvero entusiasta soprattutto quando vengono suonate la classica “Daylight Dancer” e l’inedita “Virtual Environment” (uscita in realtà solo in un singolo).
L’encore è, infine, affidata ancora a Karmacode, prima viene suonata la stupenda “Enjoy The Silence”, poi un cavallo di battaglia come “Heaven's a Lie” e la chiusura è lasciata alla canzone del singolo appena uscito: “Out Truth”.
Insomma, tirando la somme è stato un bel concerto, la band negli anni è cresciuta molto e ha ancora ampi margini di miglioramento, peccato solo forse per la scaletta un po’ troppo incentrata sull’ultimo album (di questo cd hanno suonato nove canzoni su tredici ed il concerto è stato di quattordici pezzi). Nel complesso però sono stati soldi ben spesi. Complimenti.
Report a cura di Tommaso Bonetti
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