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Master of Death - 11/11/2006 - Transilvania Live - Milano

Grandissima serata dedicata a tutti gli amanti del death metal scandinavo ha avuto luogo sabato scorso nel rinnovato Transilvania Live di Milano.
E infatti ad alternarsi sul palco c’erano le quattro band capostipiti del genere, Entombed, Dismember, Grave ed Unleashed che hanno intrapreso insieme il “Master Of Death Tour” tutti in veste di headliner.
Ma per evitare che la prima band ad esibirsi suonasse di fronte a locali semivuoti i nordici si son fatti accompagnare dagli Exterminator che hanno faticato a scaldare l’ancor limitato pubblico, che andrà però via via aumentando fino a riempire il locale. La band belga ha proposto un mix tra il thrash slayeriano e il death melodico svolgendo se infamia e senza lode il compito di opener.
Dopo un breve cambio palco tocca ai Grave aprire il vero e proprio “Master Of Death Tour”. La band si Visby appare da subito leggermente sottotono, un po’ fredda nel contatto col pubblico, ma ciò è sicuramente dovuto pure alla diversa sfaccettatura di death proposto, difatti il death dei Grave è sicuramente il più duro e secco dell’intero lotto. L’apertura del set è stata affidata alla storica “Deformed”, la prima canzone pubblicata dai Grave sul loro primo lp del lontano 1991, poi si passa a canzoni tratte dal recente “As rapture comes” in un crescendo di violenza, fino alla chiusura con “Into the grave”, con cui la band ha risollevato una partenza falsa. Sicuramente i “peggiori” della serata, se così possiamo definirli, anche se si è comunque trattato di uno show discreto.
A marcare ancor più l’esibizione a luci e ombre dei Grave ci hanno pensato gli Unleashed, che sulla scia dei consensi ottenuti per il recente “Midvinterblot”, hanno sfoderato una prestazione live davvero eccellente con il frontman Johnny Hedlund apparso veramente in serata di grazia. Anche il loro tempo a disposizione è stato circa un’ora, ma un’ora di massacro totale in cui la band ha esaltato e si è esaltata coinvolgendo il pubblico fino all’apice finale con “Death metal victory”, il cui ritornello è stato cantato da tutti i presenti lasciando riposare l’ugola di Johnny. Anche il loro set è stato molto vario andando a pescare dall’intera discografia, passando da “To Asgaard we fly” alle song dell’ultimo album che in sede live guadagnano punti.
Il toto-scommesse su chi si sarebbe esibito per ultimo ha subito fine quando si vedere spuntare sul palco L.G. Petrov, ed è quindi il turno degli Entombed.
Inizio deludente con le recenti e poco adatte al tema della serata “When in sodom” e “Carnage”, ma poi la band si getta nel passato andando a proporre i propri classici da “Crawl” a “Sinners Bleed” fino ad arrivare alla canzone che ogni deathster ha nel cuore, la mitica “Left Hand Path”. E questo è forse stato il momento più emozionante della serata. Alex Hellid, purtroppo deve fare i conti con la sua solitudine alla chitarra e pur esibendosi alla grande il pubblico ha notato la mancanza di una seconda chitarra e credo che se ci fosse stato un altro axeman nella band lo show avrebbe raggiunto livelli incredibili, ma nonostante tutto non dimentichiamoci che la prestazione della band padre del death svedese è stata ottima.
A chiudere una serata indimenticabile è toccato agli “headliner” di questa sera, gli inossidabili Dismember. I cinque svedesi partono subito alla grande con “Where ironcrosses grow”, seguita da “Casket garden”, sulla quale Matti Kärki, comincia a incitare il pubblico nel tentativo di far urlare a tutti i presenti quanto meno i ritornelli…e i fan del Transilvania non perdono l’occasione per dimostrarsi calorosissimi. Il concerto della band di Stoccolma procede alla grande e vengono proposte song tratte da tutto il repertorio, privilegiando comunque il passato, caratteristica comune delle scalette di tutte e quattro i gruppi headliner.
Canzoni come “Skin her alive”, “Collection by blood e “Dreaming in red” generano un pogo distruttivo nelle prime file e i continui sorrisi e incitamenti tra i componenti della band sul palco dimostrano che non solo lo spettatore era conscio dello spettacolo a cui stava assistendo. Dopo “Dreaming in red”, una breve e consueta pausa per poi tornare con “Override to overture”, che chiude una serata davvero memorabile.

Ora spazio alle setlist:

GRAVE
Deformed
Burn
You'll never see
Turning black
Rise
Soulless
By demons bred
And here I die (satisfied)
Into the grave

UNLEASHED
Before the creation of time
Neverending hate
Blood of lies
Don't want to be born
To asgaard we fly
Triumph or genocide
In victory of defeat
Winterland
Into glory ride
Death metal victory

ENTOMBED
When in sodom
Carnage
Crawl
Out of hand
Revel in flesh
Sinners bleed
Stranger aeons
Left hand path
Demon
Chief rebel angel
Supposed to rot

DISMEMBER
Where ironcrosses grow
Casket Garden
Soon To be dead
Time Heals Nothing
Skinfather
Deathevocation
Case # Obscene
Skin Her Alive
Tragedy Of The Faithful
Autopsy
Collection by blood
Dreaming In Red
Override of the overture


Report a cura di Dimitri Borellini

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