Come tutti ben sapranno, nel gennaio scorso, la città di Torino ha ospitato i giochi olimpici invernali. Da quel momento in poi, il comune si è impegnato in maniera sempre maggiore per migliorare la città e i suoi centri del divertimento. Fra le tante iniziative prese dai municipali del capoluogo piemontese, vi è stata quella di sostenere vari locali e centri giovanili autogestiti, affinché vi si potessero organizzare concerti e manifestazioni di vario genere. Ebbene uno di questi localini si chiama Centrodentro, e negli ultimi tempi, i suoi venerdì sera, sono allietati dai concerti di alcuni gruppi underground di Torino.
Quello di questa sera era decisamente interessante anche per voi, o lettori di holymetal, in quanto si sono esibiti gli Ensis Tenebrarum, una band dedita al black metal più oscuro e malato e i Lizard’s Cult una formazione orientata verso sonorità decisamente più solari e ispirate al rock anni 80/90.
Quando una decina di minuti prima dell’inizio del concerto siamo giunti al Centrodentro, vi erano una trentina di ragazzi, metallari e non, che non vedevano l’ora di passare un paio d’ore ascoltando dell’ottima musica e facendo un po’ di casino. Entrambe queste loro aspettative non sarebbero state deluse. Infatti appena gli Ensis tenebrarum hanno calcato il piccolo palco, si è scatenato un pogo poderoso. Oltre alla ottima risposta da parte del pubblico mi sono potuta subito rendere conto dell’alta qualità della musica proposta da questi cinque ragazzi. Il loro è un black metal minimale e fortemente influenzato dalla scuola svedese. Le sonorità sono veloci e opprimenti, a tratti vicine a quelle dei primi Bathory. Oltre a questa importante influenza, si può intuire anche la passione dei componenti il gruppo per dark throne e simili.
Le sonorità degli Ensis Tenebrarum sono ultraveloci, cupe e grondanti oscurità e disperazione. La voce di Havagan è un growling possente e malato che si abbina alla perfezione con il sound. nonostante gli Ensis Tenebrarum non abbiano certamente inventato nulla che non si sia gia sentito in precedenza, sono molto bravi e il pubblico ha voluto che suonassero ancora dopo che avevano terminato il loro repertorio. In mancanza di brani, gli Ensis hanno ripetuto un paio di quelli già suonati.
Finita l’ottima esibizione degli Ensis Tenebrarum, è giunto il turno dei Lizard’s cult. Questi cinque ragazzi propongono un genere musicale che si può a dir poco definire… indefinibile. Si perché i Lizard’s cult non suonano un “genere” (a vedere il moniker si potrebbe benissimo pensare a qualcosa di ispirato ai Doors): spaziano tranquillamente dal rock schietto e sanguigno degli anni ottanta, al punk casinista e scanzonato stile Ramones, per finire in sonorità decisamente pesanti.
Il più bello, è che i musicisti spaziano fra questi generi, anche molto differenti fra loro, con una facilità incredibile. La voce del singer poi si adatta a tutti gli stili modificandosi anche essa e assumendo il timbro proprio del genere che si sta suonando in quel momento.
I Lizard’s cult hanno impostato lo show su brani loro e su alcune cover. Da notare l’ottimo attacco di Reign in blood degli slayer (che però non hanno cantato) e soprattutto la bellissima versione di Paranoid dei Black sabbath (dove se non si fosse visto il singer si sarebbe potuto benissimo pensare che la cantasse Ozzy in persona).
A mio avviso, i Lizard’s cult, non rimarranno nell’underground a lungo, anche perché oltre ad essere degli ottimi musicisti sanno tenere la platea in maniera mirabile. Segnatevi sul taccuino questo gruppo e magari pure il nome del locale, che si rischiano di vedere cose interessanti e magari, perché no, pure i big del domani.
www.centrodentro.com
Report a cura di Elisa Mattei
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