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Iron Maiden + Trivium + Lauren Harris - 12/2/2006 - Datchforum - Assago (MI)

Dopo il Gods Of Metal dello scorso anno e a tre anni di distanza dal tour di "Dance Of Death", la vergine di ferro torna nuovamente sul suolo nostrano. Quando ci sono nomi importanti ecco presentarsi sempre il pubblico delle grandi occasioni, infatti entrambe le date italiane (oggi e domani) registrano il tutto esaurito da mesi.
Gli effetti di questo si vedono nell'ora e mezza di coda ai cancelli, ma dato che continuerà ad entrare gente anche durante lo show di Bruce Dickinson e compagni, posso considerarmi fortunato. Così appena entrato non mancano che pochi minuti all'inizio del concerto di Lauren Harris, figlia del ben più famoso bassista Steve.
Grazie a questo tour col padre, la ragazza ha sicuramente occasione di farsi pubblicità davanti a un vastissimo pubblico, e con alle spalle una scarna scenografia si presenta sul palco con una buona grinta. Premetto che i suoni (come anche per i Trivium) sono veramente troppo alti e questo non fa certo bene all'esibizione, che se non fosse per qualche spunto del chitarrista, bravo a mettersi in luce più degli altri, non è certo nulla di entusiasmante.
Il cantato di Lauren è scontato e in linea con le tante belle fanciulle da classifica, che vendono dischi più per le loro qualità estetiche che per quelle artistiche, ed infatti ci si ricorda più della sua bellezza che dello spettacolo in sè. Forse seguire le orme del padre nel mondo della musica non è stata una grande idea, ma vedremo cosa le riserverà il futuro.
Alle otto precise tocca poi ai Trivium, solito gruppo thrash/metalcore americano. Partita abbastanza bene, la band di Matt Heafy, che non ho mai apprezzato particolarmente, conferma appieno la mia idea sul suo conto, sfornando pezzi che si somigliano l'uno con l'altro. I brani tratti dai loro tre album (l'ultimo, "The Crusade", uscito di recente) sono in gran parte caotici e banali, e sicuramente non lasciano granchè il segno, nonostante i continui incitamenti del singer (che assieme ai suoi compagni si comporta fin troppo da rockstar). Venti minuti in più di Lauren Harris sarebbe stati quasi meglio che quest'ora scarsa in cui si esibiscono i quattro ragazzi della florida, in grado di annoiare il sottoscritto come non capitava da tempo ad un concerto. Insomma non c’è sicuramente il pericolo che mettano in ombra gli headliner.
Parte del pubblico sembra invece apprezzare, ed in fondo sempre di gusti personali si tratta, ma la stragrande maggioranza coglie l'occasione per svagarsi o per mangiare, e dando di tanto in tanto qualche occhiata disinteressata si prepara a ciò che attendeva oramai da nove mesi.
Gli unici, incontrastati ed assoluti protagonisti della serata sono infatti loro: gli Iron Maiden. Non è cosa di tutti i giorni trovare il forum di Assago pieno fino a scoppiare come oggi, con gente che sventola addirittura bandiera finlandese, e così sarà anche domani per la band heavy metal più celebre al mondo.
Confesso che fino all'inizio del concerto avevo qualche perplessita sulla scaletta, in cui la band inglese ripropone per intero il nuovo "A Matter Of Life And Death". Un azzardo perchè non ancora ben assimilato da molti fan, ed anche e soprattutto per la complessità d'insieme nel suonare di fila i dieci lunghi brani del disco, così che il pubblico avrebbe potuto risentirne, data la struttura non proprio immediata dei pezzi. C'è comunque da dire che gli Iron possono permettersi questo ed altro, e la reazione degli spettatori non può che dargli ragione visto il successo e l'entusiasmo con cui vengono accolte le canzoni.
Si parte subito con quattro pezzi di fila, uno dopo l'altro, mentre i teloni della scenografia con Eddie in stile seconda guerra mondiale (e D-Day in particolare) fanno da contorno al palco allestito a trincea, con la batteria di Nicko nel mezzo. Al solito i tre chitarristi, così come Steve e Bruce, non stanno fermi un secondo, e spaziano su tutto il palco facendo muovere in ogni direzione i cinque riflettori puntati su di loro. La band mostra una forma smagliante, ed è difficile il contrario per un gruppo che dal vivo ha offerto sempre ottime prestazioni, e sui nuovi brani si trova perfettamente a suo agio, regalando uno show di alto livello alle migliaia di fans presenti.
Un lungo discorso di ringraziamento da parte di Bruce dopo "The Longest Day" è seguito quindi da una ancor più lunga ovazione dell'intero forum, al suon di "olè, olè" e "Maiden, Maiden" alla band non resta che sedersi comodamente e godersi tutto questo entusiasmo e questo affetto pienamente guadagnati negli anni, tanto che per zittire il pubblico è necessario iniziare a suonare la successiva "Out Of The Shadows".
Ma la canzone che riscuote maggior successo tra le nuove è "The Reicarnation Of Benjamin Breeg", assieme forse a "Brighter Than A Thousand Suns", ed alla conclusiva "The Legacy". Sempre ottime le scenografie e i giochi di luci sul palco, che contribuiscono a rendere ancora più particolare lo show, mentre è quasi difficile seguire il singer inglese che non sta fermo un secondo. La parte migliore tuttavia è il momento in cui dal piano superiore del palco compare il nostro amico Eddie che osserva a destra e sinistra col binocolo dallo sportello di un carro armato, pronto a far fuoco, e idealizzato dai "cingoli" che scorrono ai lati della batteria di McBrain, così da dare l'effetto che stia avanzando verso il pubblico.
Concluso "A Matter Of Life And Death" il tempo rimasto è dedicato ai soliti classici, a partire dall'acclamatissima "Fear Of The Dark", cantata da tutti mentre due riflettori mossi dalla crew ai lati del palco illuminano i presenti. Durante la successiva "Iron Maiden" c'è spazio per l'entrata sul palco del pupazzone di Eddie, questa volta ovviamente in versione militare con tanto di divisa, elmetto e fucile, e con il solito Gers che gli passa sotto le gambe suonando la sua chitarra. Tutto secondo copione insomma, ma la formula si rivela ogni volta vincente.
Tempo di un break, con Nicko che lancia bacchette tra il pubblico, e uno sguardo agli orologi, perchè anche se con un'ora di anticipo arriva "2 Minutes To Midnight", seguita da "The Evil That Man Do" ed il gran finale con "Hallowed Be Thy Name", tra incitamenti vari e applausi da ogni parte che appagano la vergine di ferro, la quale come sempre non fa certo rimpiangere il prezzo del biglietto.
I dubbi sulla scaletta sono quindi spariti, anche se rimane un pò la delusione per la mancanza di capolavori del calibro di "The Number Of The Beast" o "Run To The Hills", tanto per citarne un paio. Ma la scelta di presentare l'intero nuovo disco dal vivo ha dato in ogni caso buoni risultati, ed anche se discutibile lascia quindi poco spazio alle critiche.
Di nuovo in coda, stavolta per uscire, e la folla se ne torna man mano a casa. Anche questa sera un ottimo show di una band che pur facendo sempre le stesse cose continua a divertire e a riempire i palazzetti e le arene. Tanto di cappello, e mille di questi concerti.

Setlist Iron Maiden:

Different World
These Colours Don't Run
Brighter Than A Thousand Suns
The Pilgrim
The Longest Day
Out Of The Shadows
The Reincarnation Of Benjamin Breeg
For The Greater Good Of God
Lord Of Light
The Legacy
Fear Of The Dark
Iron Maiden
-------------------------
2 Minutes To Midnight
The Evil That Men Do
Hallowed Be Thy Name

Report a cura di Marco Manzi

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