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Node - 11/11/2006 - Blue Stage - Midian Pub - - (07/12/2006) - Linarolo (PV) - Cremona

Due date presentate in un solo report per i Node, visto che praticamente per tutto il tour, a parte bis e tagli, hanno presentato la stessa scaletta in giro per il nord Italia, quindi passo a presentare i vari pezzi eseguiti da Gary D’Eramo e soci in queste 2 location, per poi aggiungere particolarità separatamente.

Dopo l’intro da “Full Metal Jacket” ecco aperte le danze con la buona “Redrum”, seguita a ruota da “Old Nick” e “Watcher of a Failed Generation” estratte dall’ ultimo lavoro “As God Kills”, così come le seguenti “Hellywood”, tra le più amate dal pubblico, “Cancer”, “Shotgun Blast Propaganda” e il bellissimo altro pezzo forte (da cui è stato tratto anche un video), “As God Kills”.
Gary come al solito scandisce il ritornello del pezzo seguente, “Through Fail and Foul”; dopo di ciò vengono quindi proposti per i fan di vecchia data vari pezzi dalla ormai ultradecennale carriera della band, come “History Seeds” dal loro secondo album “Sweatshops” del 2002, la convincente “Children” da “Technical Crime” del 1997, loro primo full length, “Outpost”, terzo pezzo del fortunato “Das Kapital” del 2004, la buona “Jerry Mander” sempre da “Sweatshops”e per finire col botto “Das Kapital”, titletrack molto d’impatto dal vivo, per poi salutare tutti con un pezzetto strumentale in onore di Dimebag Darrel col classico dei Pantera “Domination”.

Ma vediamo alcuni particolari di entrambe le date..

- BLUE STAGE

Forse la data da me seguita col minor afflusso di gente, però sinceramente è stata quella dove la qualità audio è stata migliore rispetto alle precedenti.
Il poco pubblico è stato comunque in buona parte partecipe, dando vita a del buon “headbanging”sotto al palco e i due gruppi di supporto che ho visto prima dei Node hanno aperto in maniera degna ai “nostri”.
La carica alla band non è mancata come sempre, confermando l’energia che caratterizza le loro esibizioni.
Daniel non perde colpi nemmeno quando gli si impigliano i capelli all’asta del microfono, Gary rompe di nuovo una corda della chitarra come a Mozzate per la carica che ci mette, Klaus come suo solito non commette errori al basso e Marco alla batteria non si capisce come non batta la testa contro il muro per il continuo headbanging, non sbagliando niente di particolare nemmeno in questo caso.

- MIDIAN PUB

Nella fredda serata cremonese l’atmosfera del locale è stata scaldata prima da un degno gruppo di supporto locale, per poi passare alla devastante performance dei meneghini Node, che ha visto qui, nelle date da me seguite, il pubblico più numeroso e forse più partecipe.
L’ atmosfera ha galvanizzato i quattro, che sfoderano tutta la rabbia del loro thrash-death metal tecnico, arrivando perfino a far scendere Gary dal palco per prendere il pubblico e portarlo più vicino durante l’ottima performance di “Hellywood”.
Per tutta la durata del concerto la gente davanti al palco ha incitato i “nostri”, cantando i pezzi e “pogando” nei limiti del possibile dello spazio del locale.
I suoni son stati buoni, seppur al di sotto dei livelli raggiunti al Blue Stage, ma il gruppo ha compensato con la quantità di energia trasmessa, dando soddisfazione a tutti.
Serata speciale questa per l’anniversario della scomparsa di un nome storico del metal come Dimebag Darrel, quindi è stata ancora più sentita la cover strumentale di “Domination”…
Tutta la band è stata grande, Gary grande intrattenitore e chitarrista sbaglia poco o niente, Klaus si conferma pulito e preciso al basso, Marco alla batteria conferma la stima che ho di lui, che considero uno dei miei batteristi preferiti come feeling e tecnica. Per finire il buon Daniel ha dato dimostrazione di una prestazione sopra le righe al microfono e alla chitarra, confermando quindi la buona forma di una delle realtà tra le migliori della scena Metal nostrana.

Per concludere, sarò monotono, ma continuo a consigliare a tutti di andare ai concerti anche di band piccole e poco conosciute, così da mantenere viva la musica che più amiamo e far crescere queste band, che non hanno nulla da invidiare a molte band estere.

Report a cura di Marco “Mac” Brambilla

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