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Moonspell + Dark Side - 3/26/2007 - Rainbow - Milano

Il numero esiguo di macchine parcheggiate lungo il viale non fa certo pensar bene, e nessun problema di coda in biglietteria fa temere il peggio. Quando salgono sul palco i Dark Side nella sala si contano si e no cinquanta persone.
Particolare accostamento di genere tra il gruppo di spalla e gli headliner, i Dark Side stupiscono infatti con un sound di stampo brutal death che lascia il pubblico (prevalentemente femminile) perplesso per un attimo. Ma lo stupore viene subito sostituito dalla travolgente presenza scenica e dall’ottima tecnica dei 5 esecutori: mentre il batterista si mostra capacissimo di sostenere il ritmo tipico del genere il bassista occupa tutto lo spazio a sua disposizione saltando qua e là mentre compie virtuosismi allo strumento. Come di tradizione, un chitarrista rimane serio e impassibile (rendendosi “cattivo” agli occhi degli spettatori) mentre l’altro tenta in ogni modo di coinvolgere il pubblico, e con un discreto successo: verso metà concerto si scatena persino un piccolo pogo. Il frontman ha dalla sua una figura imponente ed una voce più che buona. Si destreggia infatti in cambiamenti da scream a growl senza mai steccare, chiudendo così il sound di una band forse non molto particolare, ma sicuramente valida. Da rivedere.
Quando la band lascia il palco il pubblico aumenta notevolmente, fino a raggiungere circa 200 persone.
Iniziano i Moonspell. Ad aprire, l’intro di batteria di From Lowering Skies durante il quale uno ad uno tutti i componenti salgono sul palco. All’arrivo di Fernando è il delirio. Momento magico disturbato dalla devastante qualità dei suoni: basso e batteria troppo alte a coprire completamente la chitarra, voce distorta dal volume troppo alto del microfono. A completare, luce bianca intermittente alle spalle del singer che costringe gran parte del pubblico ad immaginare soltanto lo spettacolo. Nonostante tutto, i Moonspell si dimostrano pienamente all’altezza della loro fama. Mentre i musicisti rimangono un po' statici ci pensa Fernando a riempire la scena: seppur in abiti poco appariscenti ed in totale assenza di degna scenografia rapisce immediatamente tutto il pubblico, femminile e non. Forse un pò stanco, (nonostante sia solo la seconda tappa del tour per i portoghesi) si sofferma spesso a parlare con il pubblico tra una canzone e l’altra. Scaletta un po’ particolare, che va dai più amati come Alma Mater , Opium, Awake, ai meno usuali come Vampiria. Dopo una finta chiusura con la tipica Full Moon Madness ci regalano altri pezzi, per concludere infine con Capricorn At Her Feet che coinvolge in maniera inaspettatamente emotiva tutto il pubblico.
In definitiva, bravi come al solito. Speriamo di rivederli al più presto, ma su un palco di grandezza appropriata e con gli impianti luce e acustici che meritano.

Foto Moonspell

Report a cura di Nana

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