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Overkill + Exodus - 3/4/2009 - Rolling Stone - Milano

Causa partenza ritardata, ci perdiamo le esibizioni di Torture Squad e Gama Bomb, peccato, soprattutto per questi ultimi, fautori di un ottimo Thrash old school. In ogni caso l'accoppiata d'eccezione Over Kill/Exodus, richiama un buon numero di Thrashers nel piovoso mercoledì meneghino, lungi dall'essere sold out ma, in questa stagione pregna di appuntamenti non è che si possa pretendere di più.
Appena gli Exodus salgono on stage, si nota subito la defezione dello storico drummer Tom Hunting, che, a quanto pare non è della partita poichè non ha potuto rinunciare ad una vacanza in Messico (!), comunque, è ottimamente rimpiazzato dal grande Nicholas Barker, batterista estremo di innumerevoli bands. Quando si parte alla grande con "Bonded by blood", c'è poco da recriminare, anche se i suoni non sono per niente buoni, così come lo screaming del recente singer Rob Dukes, a mio avviso non si addice molto ad una Thrash band come gli Exodus.
La scaletta, in ogni caso, è un susseguirsi di canzoni simbolo di chi, come Gary Holt e Lee Altus (l'altro chitarrista della band, fondatore degli Heathen) ha vissuto in primissima persona la scena della Baia, quindi via con maciullate tipo "A lesson in violence", "Piranha", oppure brani più mosh come le stupende "Fabolous disaster" o "Toxic waltz", che ci fanno sognare, immaginando di essere a Frisco negli 80's...
Vengono sganciate anche 2 bombe dal più recente "Tempo of the damned", vedi "Blacklist" e l'anthemica "War is my sheperd", tanto per far capire che gli Exodus non si sono mai ammosciati, pur proponendo sempre musica di gran qualità.
Commiato affidato alla mitica "Strike of the beast", che chiude un concerto di certo non memorabile sotto il profilo della prestazione, tra suoni impastati, la staticità di alcuni membri (vedi Jack Gibson immobile!) e ancora un frontman anonimo come Rob Dukes che, non può assolutamente competere nè con Steve "Zetro" nè tantomeno col compianto Paul Baloff; rimane soltanto una eccelsa tracklist...
Si cambia completamente registro con gli Overkill, sempre capaci di uno show fiammeggiante ed atletico, che parte alla grande con "Deny the cross", per proseguire in un crescendo di pezzi che hanno scritto la storia sia della band che della scena.
Bobby "Blitz", l'eterno ragazzo del Thrash, più in forma che mai, ringhia acido su tracks come "Hammerhead", l'epica "Feel the fire", l'inno "In union we stand" o ancora "Rotten to the core", ricordandoci che stasera, Milano è il centro del Thrash world!
Come sempre supportati dal pulsante e distrorto basso del fido "D.D." Verni, il sound degli Over Kill è devastante, anche perchè i suoni sono stati finalmente sistemati e, la band tutta dimostra di saperci fare nel coinvolgere la folla, pur rimanendo impeccabili nell'esecuzione dei pezzi.
E' un crescendo di emozioni questo concerto, viste le perle del calibro di "Hello from the gutter", "Elimination", "Thanx for nothin'", o ancora la loro "Over Kill", prima della pausa che da un attimo di respiro alla band e ai fan, scatenati fino a questo momento.
Si riprende con l'unico brano "nuovo" in scaletta, la cadenzata e sulfurea "Necroshine", che anch'essa contribuisce a farci riposare prima della chiusura tellurica di "Fuck you", intervallata dal doveroso omaggio ai Motorhead, con manco a dirlo..."Over Kill"!!!
Quindi, rubando il motto a "Blitz", un bel saluto a chi pensa che gli Over Kill siano superati e che il Thrash si possa esprimere in altre forme...
"WE DON'T CARE WHAT YOU SAY...FUCK YOU!!!"

Report a cura di Alessio Aondio

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