Sono due mondi molto simili e, allo stesso tempo, molto differenti quello dell’heavy metal e quello delle due ruote, il primo con le sue magliette, i suoi gruppi, i generi, i sottogeneri, i fans club, il secondo fatto di moto, club, colori.
In entrambe i casi è sempre onnipresente uno spirito di fratellanza che aumenta ancora di valore quando i due mondi si toccano fino ad intersecarsi mantenendo comunque due identità ben distinte, sta poi al singolo scegliere se appartenere al primo, al secondo o, dato che niente e nessuno lo vieta, a tutti e due.
Esempio lampante di questa premessa è il Motorock di Cremona una manifestazione che in 20 anni ha riunito più di una generazione di bikers a metal head urlanti sotto uno stage dove tra gli altri si sono alternati Grave Digger, UDO, Primal Fear, Edguy solo per citarne alcuni.
Quest’anno, per il 20° anniversario sono presenti gli emiliani Listeria e Ross Friedman con la sua Ross the Boss band.
Immancabile fin dal primo pomeriggio il fan club italiano dei Manowar Army of Immortals uno dei più attivi fan club di tutto lo stivale.
I primi a calcare le assi del Motorock sono i Listeria, formazione attiva da diversi anni che si prepara a sfornare un nuovo disco di cui nel corso della serata verrà dato un assaggio.
L’impressione è ottima sin dalle prime battute, un quartetto in piena forma che si trova a proprio agio sull’ampio palco, facendo riecheggiare sulle sponde del Po un classico heavy metal ricco di sfumature rock e blues grazie alla presenza del chitarrista Ciano che si riconferma italian guitar hero. Greg alla voce non sbaglia una nota ma e si guadagna, assieme ai compagni, un gran numero di consensi senza alcuna fatica.
Sicuramente una band da rivedere, tanto si sa, la buona musica non stanca mai.
Tocca poi al signore o meglio Boss della serata con la sua band. Purtroppo la pecca maggiore di questa formazione è il peso del passato del chitarrista che ha, per scelta o per forza, ridotto l’act ad una sorta di cover band. La prova del nove la si ha ovviamente sulla resa dei brani frutto dell’estro creativo del chitarrista americano. Non molti consensi e ovazioni arrivano in quei momenti mentre è si scatena il delirio quando la scaletta volge uno sguardo ai vari “Battle Hymns” o “Into Glory Ride”.
Se non fosse per la voce , assolutamente inadeguata per recitare la parte di Eric Adams, la band porterebbe a casa una buona valutazione.
Nessuno però pare farci caso, il concerto in sé rappresenta una cornice al raduno motociclistico e la musica serve prevalentemente a rafforzare i legami che due ruote e alcool hanno già iniziato a creare.
Foto:
.: Ross the Boss
.: Lsiteria
Report a cura di Paolo Manzi
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