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HellBrigade Festival - 6/13/2009 - Thunder Road - Codevilla (PV)

La Nihil Productions azzecca in pieno il bill di questo festival pavese dedicato al Thrash Metal, l'unico, quello vero, ovviamente degli 80's.
Per ciò le 8 band convocate al Thunder Road di Codevilla, sputano l'anima per rendere al meglio sulle assi del palco di questo locale, che proprio un giorno dopo il concerto, chiuderà i battenti, lasciando bei ricordi a tutti coloro che vi sono accorsi per una sana dose di violenza...
Qui di seguito i resoconti degli show più significativi della serata.

Purtroppo mi perdo per mezz'ora l'esibizione degli Ancient Dome, band varesina che col suo Thrash variegato e abbastanza tecnico, ha stupito tutti positivamente con il loro esordio discografico.
Ma, nonostante questa occasione gettata, mi rifaccio subito con i National Suicide, gli Over Kill trentini, tanto per banalizzare, capaci, sia da studio che on stage, di coinvolgere alla grande ogni Thrasher che si rispetti, grazie alla caratura superiore dei loro brani, come quelli proposti oggi, “Into the Clubhouse”, “Sucks 'n Artillery”, “The Old family is still Alive”, il giusto tributo agli Exodus con “A Lesson in Violence” o la stessa “National Suicide”, gettano letteralmente lo scompiglio tra i fans (pochi ma buoni!) a ridosso del palco, con il classico, forsennato pogo!
Confermo la mia più che positiva impressione di avere davanti una grande Thrash band, che pur non cercando fronzoli, dimostra di saper scrivere ottimi pezzi, guardando agli States, e di saperli eseguire col giusto piglio anche dal vivo, grazie anche ad un frontman catalizzatore come il Mini. Complice il caldo asfissiante dentro al locale, e l'affluenza di amici da salutare, salto ben tre bands tre, facendomi trovare però al mio posto quando Ul Mik & Longobardeath, danno il via alla consueta ventata di buon umore mista a saggezza popolare, rigorosamente in Dialett Milanes. Allora il mattatore Mik, ci intrattiene alla grande con pezzi di ilarità quali “Bonarda Bastarda”, “Barbapedana”, la strampalata tribù dei “Vahha Put Hanga”, il tutto accompagnato dal grezzo Thrash di derivazione Motorhediana che si sposa alla grande col tenore della band.
Spazio ad ancora qualche pezzo tipo “F.B.L.O.” o ancora “Ul Giacumin Strasciabusecc”, il tutto intervallato dalle sempre azzeccate battute del Mik, che ci tiene anche a mandare a “Dà via 'l cù” la classe politica italiana con “Lader”, di inequivocabile significato, prima di chiudere degnamente con “Polenta Violenta”, vero manifesto al sano divertimento di una volta, e come ogni volta, “Sò i caless per i Longobardeath!”
Menzione a parte per “L'ass de Picch”, eseguita con due ospiti di lusso come Peso (Necrodeath) dietro le pelli e Andy Panigada dei Bulldozer alla chitarra, semplicemente la storia del Thrash tricolore!
Si cambia totalmente registro con l'avvento degli Artillery, storica band Thrash danese, ormai riunitasi da 10 anni e senz'altro NON in modo stanco e improduttivo, dato che anche i le tre canzoni nuove, proposte in anteprima, si sono lasciate apprezzare senza alcun problema, complice un songwriting sempre convincente e un vocalist veramente dotato come Soren Adamsen.
Spazio anche ai classici del gruppo scandinavo, che scatenano i fans, inevitabile davanti a grandi pezzi Techno-Thrash come “Khomaniac” o la stessa “By Inheritance”, che non lasciano nulla al caso, rivelando l'ottimo stato di forma del gruppo, nonostante la presenza scenica non sia proprio trascendentale.
Continuiamo però con le “Mazzate ragionate” che ci hanno colpito sui denti, in particolare la doppietta conclusiva con “Terror Squad”, del periodo più intransigente e “Into the Universe”, che saluta i fedelissimi, e personalmente mi lascia più che soddisfatto per una prestazione impeccabile sotto l'aspetto tecnico e musicale, e anche se impalati on stage non è lecito pretendere di più, non sono certo dei ragazzini!
L'Hellbrigade Festival non si è fatto mancare nulla quest'anno, quindi anche una band di Thrash americana, precisamente del New Jersey, come gli Whiplash, non poteva che rientrare a pieno merito in un bill del genere...
Quindi, come previsto, Tony Portaro & Co. menano come fabbri, lanciando infiammate pietre di grezzo Speed-Thrash come “Last Man Alive”, “Spit on your Grave” o l'immancabile “Stage Dive”. Devo dire che, anche se la performance è tutt'altro che impeccabile, l'mpatto è tale da coinvolgere chiunque, specialmente sotto il palco, dove si scatena un violento stage-diving senza esclusione di colpi!
Tony, Rich e Joe sono visibilmente colpiti dall'accoglienza riservatagli, quindi dopo i ringraziamenti, proseguono col massacro, sentire “The Burning of Atlanta” piuttosto che “Spiral of Violence” per credere, regalando quindi ai già stremati Thrasher, altra energia per continuare il massacro a ridosso delle transenne!
Il leader Portaro, per ringraziare delle continue ovazioni degli aficionados, si mette anche a lanciare le magliette nuove di pacca targate Whiplash, dando il via così anche ad una caccia alla T-shirt!
In questo marasma, si arriva velocemente ai bis, che sanciscono la fine delle ostilità e, non potrebbe essere altrimenti, poiché il trio statunitense ci dà il colpo di grazia, sparando a ripetizione “Power Thrashing Death” e “Nailed to the Cross”...
In definitiva un gran bel festival, con suoni all'altezza, anche se estremamante provante, data la temperatura torrida nel locale, dettagli a parte, chiudo ancora ricordando il buon lavoro della Nihil che ha messo insieme un cartellone veramente coerente, rispettando i canoni di quello che è THRASH!!!

Report a cura di Alessio Aondio

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