Il portale della musica Heavy Metal

www.holymetal.com
 
 
sei in Home » Live report » titolo dell'intervista
Torna indietro

Lacuna Coil + Dommin - 3/2/2010 - Alcatraz - Milano

I Lacuna Coil sono un gruppo molto chiacchierato in Italia, la band milanese negli ultimi anni sta riscuotendo un successo sempre maggiore all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, ciò che stupisce però è l’aver constatato sin qui una certa freddezza se non addirittura antipatia da parte del pubblico di casa nei confronti di una delle poche band nostrane in grado di esportare con successo il metal tricolore. D’accordo, i Lacuna Coil hanno cambiato non poco il loro stile, tanto che nelle ultime pubblicazioni il gothic metal degli esordi è scomparso totalmente a favore di un sound sicuramente più attento al mercato, però bisogna anche riconoscere che la qualità del songwriting è migliorata costantemente nel corso degli anni. Ad aprire le danze ci sono i Dommin, nuova sensazione dark metal/rock dalle mille sfaccettature che conferma dal vivo le ottime premesse suscitate dal debutto “Love Is Gone”. Il leader Kristofer Dommin caratterizzato dal ciuffo ribelle si dimostra un ottimo front man trascinando il gruppo ad una performance su alti livelli. Solo mezzora a disposizione per la band originaria di Los Angeles che ovviamente si concentra sul debutto “Love Is Gone” dalla quale vengono eseguite delle brillanti versioni di “New”, “My Heart, Your Hands” e “Tonight”, mentre “Dark Holyday” si conferma anche in sede live una delle tracce più interessanti e particolari dei Dommin, grazie alla natura teatrale e ’60 del pezzo. Prima del congedo da un pubblico visibilmente soddisfatto e favorevolmente colpito dalle gesta di Kristofer e soci, c’è spazio per un’azzeccata rivisitazione del classico anni ’80 dei Cutting Crew “I Just Die In Your Arms Tonight”. L’ingresso sul palco dei Lacuna Coil viene salutato calorosamente da un Alcatraz bello pieno, che si scatena sin da subito sulle note di “Survive”. La band meneghina si presenta con la defezione di Marco Coti Zelati al basso che viene opportunamente campionato, al pari delle tastiere, ciò nonostante Cristina e soci sembrano in palla e come dimostra anche la successiva “Underdog” le nuove composizioni dal vivo acquistano ulteriore potenza oltre a dimostrare l’apeal che già avevamo captato su disco. Detto di una sezione ritmica dimezzata, le due chitarre eseguono un ottimo lavoro, mostrando oltre alla perizia tecnica anche una presenza scenica tipica dei grandi. Buone notizie anche sul fronte vocale, infatti Cristina e Andrea pur aiutati da alcuni cori in base se la cavano egregiamente non concedendo cali di tensione. La scaletta è incentrata sulle ultime composizioni della band con “Shallow Life” e “Karmacode” in evidenza e la sola “1.19” da “Unleashed Memories”. Lo spettacolo ha raggiunto l’apice di coinvolgimento con l’esecuzione di “Heaven’s A Lie”, ma anche pezzi come “I’m Not Afraid”, “To The Edge”, “Fragile” e “Thight Rope” hanno provocato notevole entusiasmo tra i numerosi presenti. Prima di ritirarsi in camerino per la consueta pausa segnaliamo la riproposizione toccante e fedele di “Wide Awake” con tanto di cambio d’abito della sensuale Cristina e dell’acclamata cover dei Depeche Mode “Enjoy The Silence”. Al grido Lacuna, Lacuna il quintetto meneghino ritorna in scena per dar vita ad un finale ad alta tensione con un trittico composto da “Not Enought”, “Spellbound”, “Our Truth” che chiude in bellezza uno show largamente positivo per esecuzione e presenza scenica capace di confermare i Lacuna Coil ai vertici del metal/rock italiano.

Report a cura di Teospire

Archivio Foto

 

Recensioni demo

Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.

Wofango Patacca

Segui le avventure di Wolfango Patacca il boia di holymetal.com